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Marina Militare

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La Marina militare popolare del Vietnam, in lingua vietnamita Hải quân nhân dân Việt Nam, è la componente navale delle forze armate del Vietnam (Quân Đội Nhân Dân Việt Nam).

Creata ufficialmente nel 1955 come branca navale dell’esercito della Repubblica Democratica del Vietnam da poco indipendente, la Marina vietnamita giocò un ruolo minimo nella successiva guerra del Vietnam anche se sue unità furono coinvolte nell’evento utilizzato dagli Stati Uniti d’America come casus belli per il loro intervento nel conflitto, il cosiddetto “incidente del Golfo del Tonchino”; rinforzata con l’acquisizione di unità della disciolta Marina militare del Vietnam del Sud (Hải quân Việt Nam Cộng hòa), la Marina vietnamita giocò un ruolo attivo nella guerra cambogiana-vietnamita appoggiano varie operazioni anfibie lungo la costa cambogiana, oltre a essere in prima fila nella disputa tra Vietnam e Cina circa il possesso del conteso arcipelago delle Isole Spratly.

La Marina vietnamita è fondamentalmente una flotta costiera, incaricata della difesa delle acque territoriali e delle zone costiere nazionali nonché di svolgere compiti di polizia marittima in collaborazione con la guardia costiera del Vietnam (Cảnh sát biển Việt Nam). La Marina dipende gerarchicamente dal Ministero della Difesa della Repubblica Democratica del Vietnam.

La fondazione della moderna Marina militare vietnamita si ebbe il 19 luglio 1946 quando il presidente della Repubblica Democratica del Vietnam Huỳnh Thúc Kháng firmò una legge per la sua istituzione; un primo “Dipartimento ricerche navali” fu creato nel marzo 1949 per la formazione del primo personale specializzato, ma gli eventi della guerra d’Indocina contro la potenza coloniale della Francia impedirono di fatto la costituzione della forza navale vietnamita. Solo dopo la conclusione delle ostilità con i francesi e il raggiungimento di una piena indipendenza il Vietnam poté procedere all’istituzione della sua Marina militare: visto che gli accordi di Ginevra conclusivi del conflitto vietavano al Vietnam di istituire vere e proprie forze navali e aeree, il 7 maggio 1955 la Marina venne creata come “Ufficio di difesa costiera”, poi “Corpo di difesa costiera” dal 19 ottobre 1959, e formalmente considerata una branca delle forze terrestri vietnamite; sempre per tale ragione, le forze navali non avevano un proprio ministero ma solo un “Direttorato della Marina”.

La forza navale vietnamita crebbe rapidamente dai circa 600 effettivi del 1955 ai 2.500 del 1964. ricevendo in dotazione una serie di unità leggere e costiere donate da Cina e Unione Sovietica. Il 2 agosto 1964 le forze navali furono coinvolte nel cosiddetto “incidente del Golfo del Tonchino”, quando tre motosiluranti classe P4 vietnamite attaccarono il cacciatorpediniere statunitense USS Maddox impegnato in una missione di spionaggio nel golfo del Tonchino; l’episodio fu poi utilizzato dagli Stati Uniti come pretesto per l’avvio di bombardamenti aerei sul Vietnam del Nord e per l’invio di proprie truppe a sostegno del governo di Saigon.

Nel corso della seguente guerra del Vietnam la Marina giocò un ruolo minimo, limitandosi a pattugliare le proprie zone costiere e ad organizzare un servizio di contrabbando di armi via mare a favore dei guerriglieri vietcong del sud tramite finti pescherecci e imbarcazioni civili, cui le forze statunitensi risposero imponendo il blocco navale della costa vietnamita (operazione Market Time); l’unico scontro navale tra statunitensi e nordvietnamiti si ebbe il 19 aprile 1972 nel corso della cosiddetta battaglia di Đồng Hới: due motomissilistiche vietnamite tentarono un attacco a una formazione navale statunitense con un missile antinave sovietico P-15 intercettato però dai RIM-2 Terrier lanciati dall’incrociatore USS Sterett, mentre contemporaneamente due MiG-17 dell’aviazione vietnamita riuscivano a sganciare una bomba sull’incrociatore USS Oklahoma City e una sul cacciatorpediniere USS Higbee. Nel 1969 la forza navale vietnamita creò la sua unità di fanteria di marina, il Gruppo Pionieri Navali 126, forte di 500 uomini che nell’aprile 1975, davanti al crollo finale del Vietnam del Sud, furono impegnati in una breve campagna per l’occupazione tramite una serie di sbarchi anfibi degli atolli delle contese Isole Spratly all’epoca controllati dalle forze sudvietnamite.

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